Durante la II Edizione della Conferenza Annuale si sono analizzati i progressi del Processo di Barcellona e i risultati del programma MEDA II, cercando di verificare l’effettiva introduzione di misure capaci di favore una maggiore libertà commercio nell’area. Si è cercato di capire quanto incidesse l’allargamento ad est sui trasferimenti di risorse per lo sviluppo dell’area. Si è puntato a comprendere quali fossero gli ostacoli culturali che limitano il dialogo.
In aggiunta alle due sessioni generali, una di apertura e una di chiusura, sono stati organizzati quattro tavoli di lavoro su temi di particolare rilievo, per riprendere e ampliare nel dettaglio argomenti particolarmente significativi e strategici per lo sviluppo dell’area e del ruolo che il nostro Paese può giocare. I tavoli di lavoro hanno cercato di approfondire la discussione delle due sessioni generali.
E' stato organizzato un tavolo sulle infrastrutture, per analizzare, insieme ai principali protagonisti del settore, i principali progetti infrastrutturali destinati a legare l’economia mediterranea. Si sono affrontati i progetti legati alle infrastrutture fisiche ed economiche attualmente in programma, i sistemi aeroportuali, i corridoi stradali, le vie del mare, le reti di telecomunicazione, i nuovi poli fieristici, e quanto è destinato a favorire una più agevole interconnessione nel bacino del Mediterraneo.
Analogamente si è prevista la presenza di un tavolo della finanza, al quale hanno partecipato i massimi rappresentanti del sistema bancario italiano insieme ai colleghi mediterranei. L’obiettivo era quello di favorire una maggiore coesione del sistema bancario mediterraneo, favorendo la nascita di un vero e proprio mercato dei capitali dell’area, particolarmente attento alle dinamiche di crescita e sviluppo delle Piccole e Medie Imprese, all’interno del quale il nostro sistema finanziario possa giocare il ruolo che gli compete.
E' stato composto un tavolo dell’alta formazione, per favorire un maggiore interscambio delle migliori intelligenze espresse dai Paesi mediterranei, attraverso progetti di studi post laurea in grado contribuire efficacemente sulla qualità della ricerca universitaria e sviluppare una maggiore capacità innovativa. L’obiettivo dichiarato era quello di rendere il sistema di alta formazione universitaria espresso dal nostro Paese un polo di eccellenza e di attrazione nei confronti di questi Stati.
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