Algeria
Il quadro macroeconomico del Paese appare solido e continua a essere caratterizzato, soprattutto in termini finanziari, da indicatori positivi. Infatti, il PIL dell'Algeria è stato nel 2008, secondo dati provvisori, superiore ai 170 miliardi di $, in crescita del 3,2% rispetto al 2007, con un PIL pro-capite passato dai 3.480 $ nel 2006 ai 3.970 nel 2007 e dovrebbe aver registrato un balzo in avanti nel 2008 pari a 4922 $. Il tasso d’inflazione, secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, è salito nel 2008 al 4,3% e continua a crescere a causa del rialzo dei prezzi dei beni e servizi importati, provenienti per oltre il 58% dall’area Euro, la cui valuta si è rafforzata sui mercati mondiali.
Costante è la riduzione del debito estero, attestatosi nel primo semestre 2008 a 4 miliardi di dollari, mentre nel 2007 ammontava a 4,7 miliardi di dollari. Il costo del servizio del debito si è ridotto nel 2008 a meno del 3,6% del valore delle esportazioni e lo stock del debito a meno del 3% del PIL, con un contestuale aumento delle riserve valutarie che a fine dicembre 2008 hanno raggiunto i 145 miliardi di dollari, per lo più collocate in buoni del tesoro USA e obbligazioni emesse da istituti finanziari con rating tripla A, il cui rendimento medio è del 4%. Istituto nazionale per il Commercio Estero. Secondo gli ultimi dati disponibili, la bilancia commerciale dell’Algeria ha registrato nel 2008 un attivo di 39 miliardi dollari, in crescita del 33%, imputabile all’alto corso (per buona parte dell’anno) degli idrocarburi le cui esportazioni hanno costituito il 97,8% delle entrate valutarie. Rispetto al 2007 il debito pubblico interno si è stabilizzato a circa 15 miliardi dollari, pari a quasi il 15% del PIL, in leggera crescita (3%).
Il favorevole andamento dell'economia ha indotto il Governo algerino a predisporre, al fine di assicurare la crescita alimentata in gran parte dalla maggiore spesa pubblica allocata per fronteggiare l’arretratezza delle infrastrutture pubbliche e la carenza di alloggi, un apposito finanziamento, il cui importo oggi ammonta a circa 200 miliardi di dollari, finanziamento aggiuntivo rispetto agli stanziamenti previsti dai bilanci annuali dello Stato. A fronte di un quadro macroeconomico positivo, la situazione socioeconomica lascia inalterata la tensione sociale tra le fasce a reddito basso che non partecipano ai benefici della crescita e che sperimentano un deterioramento del loro potere d’acquisto, a causa dell’aumento dei prezzi al consumo. Il tutto in un contesto sociale che, seppure in progressivo miglioramento, come evidenziato dai dati sull’andamento del mercato del lavoro, in gran parte legato alla spesa pubblica, non può essere ancora considerato soddisfacente. Secondo gli analisti economici, per avere un aumento stabile dell’occupazione e dei consumi interni, si renderebbe necessario un tasso di crescita del 7% per più anni.
Dai dati dell’ultimo censimento (giugno 2008) risulta che la popolazione dell’Algeria ammonta a 34,8 milioni, contro i 29 milioni rilevati nel censimento precedente del 1998, con un tasso di crescita annuale intercensimentario dell’1,72%. Il tasso registrato negli anni precedenti è stato pari a 2,15% per il periodo 1987-1998, del 3,1% per il periodo 1977-1987 e del 3,2% per il periodo 1966-1977.
Secondo l’Office National des Statistiques (ONS), la disoccupazione è calata negli ultimi cinque anni passando dal 30% all’11,8% del 2008 (secondo il FMI a circa il 20%); quella giovanile dal 48 al 30%. Il calo è cominciato nel 2001, anno che segna l’inizio di un processo di forte crescita economica. Inoltre, le previsioni di creazione di posti di lavoro per il periodo 2009/2013, sono stimati a 400.000 posti di lavoro/anno. Il tasso di disoccupazione sarà al di sotto del 10% nei prossimi cinque anni. L’occupazione femminile rappresenta solamente il 16,9% del totale degli occupati. In questo quadro si pone l’invito del Fondo Monetario Internazionale al Governo algerino ad accelerare le riforme economiche necessarie ad addivenire ad un tasso di crescita economica sufficiente a creare occupazione.