Obiettivo strategico della politica estera bosniaca rimane l’integrazione nelle strutture europee ed euro-atlantiche. Con riguardo all’Unione Europea, in seguito alla sottoscrizione dell’Accordo di Stabilizzazione e Associazione (ASA) nell’anno scorso, è entrato in vigore l’Accordo Interinale. Quanto alla NATO, la Bosnia-Erzegovina partecipa dal 2006 al programma Partnership for Peace (PfP). Secondo le stime degli ufficiali dell’Alleanza il Paese potrebbe ricevere l’invito per l’adesione alla NATO entro il 2011.
Sotto il profilo economico, la Bosnia Erzegovina ha registrato costante crescita dalla fine della guerra (1996) al 2008, ed è impegnata in una delicata transizione verso un’economia di mercato (mista) pienamente auto sostenibile (il sostegno internazionale è ancora significativo). I dati economici fondamentali del Paese, nonostante la crisi finanziaria ed economica mondiale ed il suo impatto sull’economia bosniaca, autorizzano un cauto ottimismo.
Dopo il considerevole incremento del PIL registrato fino al 2008, le stime del FMI per l’anno corrente prevedono una contrazione del 3%. Dopo l’accelerazione dell’inflazione nel 2008 fino ad un aumento dei prezzi pari al 7,3%, nel primo semestre del 2009 anche in Bosnia-Erzegovina, come in altri Paesi della Regione, siregistrano dinamiche deflazionistiche. L’indice dei prezzi al consumo è sceso dell’1,8%.
Ufficialmente la disoccupazione nel 2008 è pari al 40,06%. Tutto ciò ha spinto il Governo della Federazione di BiH (entità con disoccupazione più elevata), a lanciare una nuova strategia di impiego 2008-2010, fondata sul rafforzamento di un “business climate” più favorevole al settore privato. Nel primo quadrimestre del 2009 la disoccupazione si è attestata al 40,5%.
Uno dei problemi principali dell’economia bosniaca è l’alto livello della spesa per l’amministrazione pubblica nel suo complesso (Stato, Entità, Cantoni, Distretto di Brčko, ecc.), che assorbe circa il 55 % del PIL. Proprio la complessa struttura
istituzionale, oltre ad assorbire ingenti risorse di funzionamento, costituisce motivo di incertezza e di freno per l’operatore straniero che si affaccia in Bosnia-Erzegovina, per via dei molteplici livelli esistenti e di competenze spesso frammentate quando non sovrapposte.