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La Croazia non riesce ad uscire dalla crisi in corso ormai da quasi due anni ed anche il 2010 si conferma un anno di sensibile contrazione. La debolezza dei primi mesi di quest’anno determina un peggioramento delle previsioni sull’andamento del PIL che dovrebbe diminuire dell’1,7% su base annua. Allo stesso modo la ripresa attesa per il 2011 (la previsione al momento è di un PIL al + 1,6%) dovrebbe rivelarsi più lenta e meno sostenuta.
Le statistiche pubblicate sul primo semestre 2010 mostrano un andamento economico peggiore rispetto alle iniziali previsioni. Il PIL si è contratto del 2,5% rispetto al primo semestre 2009 (in cui la crisi internazionale era in pieno corso) a seguito dell’effetto combinato della caduta della produzione industriale, di una persistente debolezza della domanda interna e di una pronunciata contrazione degli investimenti. La domanda privata è diminuita nel primo semestre 2010 dello 0,5%, portando la contrazione totale degli ultimi due anni al -14% circa. La disoccupazione in costante aumento, la diminuzione del reddito reale (i salari del settore privato sono stati a più riprese tagliati) e l’interruzione della pratica del credito al consumo sono i fattori che hanno determinato tali negativi risultati. A partire dagli ultimi mesi del 2008 il numero dei disoccupati è andato aumentando, facendo salire il tasso di disoccupazione nel 2009 si è attestato al 14,9% su base annua. A fine giugno 2010 il tasso di disoccupazione è stato del 16,6%. Gli analisti concordano nel ritenere che gli effetti della crisi sul mercato del lavoro si acuiranno, a causa della sua eccessiva rigidità, proprio verso la fine del 2010 – inizio 2011, nonostante il Governo già nel 2009 abbia predisposto un fondo di garanzia per le imprese in difficoltà volto ad evitare licenziamenti. Di conseguenza, l’analisi dell’Istituto di Economia prevede un ulteriore aumento del tasso di disoccupazione al 17,5% a fine 2010. L’inflazione al consumo si mantiene bassa grazie all’andamento più favorevole dei prezzi dei beni energetici, di quelli alimentari e dell’abbigliamento e dalla debolezza dei consumi delle famiglie. A giugno si è stabilizzata intorno allo 0,7% su base annua. Anche l’indice dei prezzi alla produzione è in diminuzione rispetto all’anno precedente. In giugno la sua variazione sui dodici mesi si è attestata al 4,4% in diminuzione rispetto al 5,1% dell’aprile e al 4,9% del maggio scorso. Oltre ai consumi privati, anche la spesa pubblica manifesta una tendenza al ribasso con un -1,1% nel primo trimestre 2010. Gli investimenti continuano a decrescere (-7% nel primo trimestre 2010, la diminuzione più sensibile dall’insorgere della crisi). Negli ultimi due anni gli investimenti sono diminuiti del 24,2%, soprattutto nei settori un tempo di traino quale quello delle costruzioni.
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