Dopo oltre un decennio di crescita sostenuta a ritmi di circa il 4% annuo, ben superiori alla media europea, nel primo semestre del 2009 il Prodotto Interno Lordo, in termini reali, è diminuito dello 0,2%, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente e si stima possa raggiungere entro dicembre il –0,5% per poi tornare nel 2010 su valori positivi (+1,3%).
Nel periodo di riferimento i consumi privati sono cresciuti dell’1,6%, quelli pubblici dell’1,7% mentre gli “investimenti pubblici e privati” sono diminuiti dell’1,2%; conseguentemente la domanda interna ha registrato una flessione dello 0,5%.
Sul versante internazionale, sempre nel periodo gennaio-giugno 2009, le esportazioni di beni e servizi sono diminuite del 19,5%, le importazioni sono calate del 13,1% ed il saldo, cronicamente negativo, si è ridotto del 6,3%.
La produzione industriale nei primi sei mesi del 2009 è diminuita del 9,5% rispetto all’anno precedente a causa delle negative performance di quasi tutti i comparti produttivi: beni di consumo durevoli (-23,3%), beni strumentali (-23%), beni intermedi (-20,9), industria manifatturiera (-12%), mineraria (-11,5%); in controtendenza la produzione di energia (+0,8%).
Il rapporto debito pubblico/PIL nel 2009 si è attestato a quota 101,1%, rispetto al 97,6% dell’anno precedente e si prevede possa registrare un ulteriore aumento nel 2010 (101,9%). Al riguardo va evidenziato che alcuni fattori che negli ultimi anni hanno permesso di diminuire il rapporto tra debito pubblico e PIL, quali la sostenuta dinamica di crescita del Prodotto Interno Lordo ed i bassi costi del ricorso al credito, hanno perso la loro incisività a causa del rallentamento dell’economia mondiale e della crisi del sistema bancario.