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Ambasciata iraniana in Italia
Cancelleria
Via Nomentana, 361/363 - 00162 Roma
Tel. 0686328485-6-7 - Fax 0686328492
E-mail: info@iranembassy.it
Sezione Consolare
Via Nomentana, 363 - 00162 Roma
Tel. 0686214478-79-80 - Fax 0686215287 

Ambasciata italiana in Iran
TEHERAN 
Amb. Roberto Toscano
81, Ave. Neuphle le Château - P.O. BOX 11365-7863
Tel: 0098 21 66726955        
Fax: 0098 21 66726961
www.ambteheran.esteri.it
segreteria.ambteheran@esteri.it

Consolato iraniano a Milano
Piazza Diaz, 6 - 20123 Milano
Tel. 028052615 - Fax 0272001189

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L’Iran, tra i Paesi più popolosi del Medio Oriente (circa 70 milioni di abitanti), secondo produttore petrolifero OPEC con circa il 10% delle riserve mondiali di greggio, secondo Paese al mondo per riserve di gas naturale e terzo per riserve di petrolio, ha fatto registrare dal 2000 ad oggi tassi medi di crescita del PIL intorno al 4,5% (nel 2006/2007 la crescita è stata del 6,2 % e nel 2007-2008 del 6,6 %).

Negli ultimi anni l’economia iraniana è stata fortemente influenzata dall’andamento del prezzo del greggio, principale voce dell’esportazione (circa l’80% del valore totale) nonché la maggiore fonte di finanziamento del fabbisogno pubblico. 

Si stima che nell’ultimo decennio, il contributo dell’industria petrolifera alla formazione del PIL sia stato mediamente intorno al 15 %. Lo sviluppo economico è stato trainato dal sensibile aumento delle entrate petrolifere e del gas che ha consentito una politica fiscale e monetaria espansiva con effetti moltiplicatori sul livello dei consumi e degli investimenti. In questi ultimi mesi la crisi finanziaria internazionale e la diminuzione del prezzo del petrolio hanno provocato ripercussioni negative sull’economia iraniana. Dopo la politica monetaria e fiscale espansiva degli ultimi anni che aveva spinto il tasso d’inflazione a livelli elevati (30 % a novembre 2008), si assiste oggi ad una situazione dai toni chiaro-scuri: da una parte la riduzione del prezzo del petrolio, la contrazione della domanda internazionale e la riduzione della liquidità, dall’altra il parziale rallentamento dell’inflazione (24 % a gennaio).

La Borsa di Teheran ha registrato a sua volta negli ultimi sei mesi una contrazione del 30-40%. Le previsioni di molti istituti internazionali per l’anno prossimo evidenziano un quadro problematico: la diminuzione del prezzo del petrolio non accompagnata dalla parallela riduzione della spesa pubblica determinerà il primo deficit di bilancio dal 2001 (dal 13,4 % di avanzo dell’anno scorso all’1 % del PIL di disavanzo per il prossimo anno). L’ulteriore rinvio dell’introduzione dell’IVA a seguito delle proteste dei commercianti avrà conseguenze significative sulla politica fiscale del governo, mentre la capacità della Banca Centrale di gestire la politica monetaria è limitata dalle interferenze politiche (basti pensare che i tassi di interesse sono al 12 % a fronte di un’inflazione annua già oggi superiore al 25 %). La scarsa indipendenza della Banca Centrale rappresenta un serio ostacolo per una sana gestione dell’economia del Paese. Carenza di liquidità del sistema bancario e riduzione dei prezzi degli immobili faranno crescere l’indebitamento delle famiglie verso le banche.

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