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Ambasciata dell'Iraq in Italia
Cancelleria                             
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Ambasciata italiana in Iraq
BAGHDAD
Amb. Maurizio Melani
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La seconda metà del 2009 ha anzitutto fatto registrare una capacità di spesa (budget execution) della parte di bilancio destinata a progetti di ricostruzione (investiment budget) pari all’86.4%, in deciso aumento rispetto al 2008 (67.6%). Il bilancio destinato a spese correnti (operating budget) è generalmente sempre stato speso per intero. Il comparto Ministeri ha registrato una media complessiva dell’85%, le province (escluse quelle della Regione curda) dell’80.2% e la Regione del Kurdistan iracheno del 99.2%. Tra le province più efficienti vi è quella del Dhi Qar (100% di spesa), assieme a Myssan e Anbar, seguite da Baghdad (77%). Tra le peggiori quella di Ninive, sulla cui percentuale del 41% hanno influito pesantemente le condizioni di sicurezza ancora precarie con forti presenze di elementi qaedisti.

Il bilancio del 2010, approvato a gennaio dal Parlamento e ratificato a febbraio dal Consiglio di Presidenza (Presidente della Repubblica e i due Vice Presidenti) in anticipo di un mese rispetto al 2009, prevede una spesa complessiva di 72.4 miliardi di dollari (ben superiore ai 58.6 miliardi del 2009) ed entrate per 52.8 miliardi (47.9 sono introiti da idrocarburi), in aumento rispetto ai 42.7 miliardi dello scorso anno (44 miliardi alla luce dell’assestamento di metà 2009), basate su più alte stime dei prezzi del greggio pari a 65.5 dollari al barile (50 dollari nel 2009). Aumenta quindi il deficit di bilancio che passa da 15.9 miliardi a 19.6 miliardi di dollari.

Il Ministero delle Finanze prevede di coprirlo principalmente con l’emissione di certificati del debito pubblico, con prelievi sul Developmente Fund for Iraq e ricorrendo agli Special Drawing Rights del Fondo Monetario Internazionale. Una porzione del deficit verrebbe coperta in piccola parte dalla Banca Mondiale con un Development Policy Loan fino a un miliardo di dollari, di cui i primi 500 milioni già approvati.

Il Parlamento ha quasi raddoppiato i fondi disponibili per i progetti di ricostruzione (“capital investment budget”), da 12.7 a 20.3 miliardi. Tra gli altri si segnala l’aumento di oltre il 200% del budget per investimenti del Ministero dell’Elettricità (da 1.1 a 3.5 miliardi su 5.8 complessivi). Tra i Ministeri con le maggiori allocazioni, tutte in crescita dal 2009, vi sono quelli della Difesa e dell’Interno. Si segnalano poi, con disponibilità superiori al miliardo, i Dicasteri della Sanità, dell’Educazione, del Petrolio (circa la metà è però impiegato per spese correnti), del Commercio (su cui pesa ancora la necessità di provvedere al funzionamento del Sistema Pubblico di Distribuzione Alimentare in attesa dell’attuazione della sua riforma), dell’Istruzione Superiore e Ricerca Scientifica e delle Risorse Idriche.

Il Ministero delle Municipalità e dei Lavori Pubblici è stato soppresso con separato provvedimento legislativo. Le sue funzioni e i suoi fondi dovranno essere ripartiti tra enti con competenza provinciale. I progetti di carattere strategico in materia infrastrutturale faranno capo ai Dicasteri delle Costruzioni (strade e ponti), dei Trasporti (ferrovie, porti, aeroporti) e delle Risorse Idriche (distribuzione acque chiare e raccolta di quelle scure). Il Ministero del Lavoro e Affari Sociali verrà deprivato di quest’ultima dizione e competenza, affidata anch’essa ad enti di carattere provinciale. Questo processo di graduale decentralizzazione si esplicita anche con la possibilità di destinare, in aggiunta ai trasferimenti ordinari, fino al 30% del “capital investment budget” dai principali Dicasteri che si occupano di servizi alla popolazione (Sanità, Educazione, Elettricità, Edilizia e Costruzioni) ai governatorati che ne facciano richiesta per specifiche attività.

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