Il significativo tasso di crescita registrato dall’economia libica nel 2007 (+6,8 %) si è sostanzialmente mantenuto stabile nel 2008 (stimato dal Fondo Monetario Internazionale a circa +7,1 %) nonostante la brusca inversione di tendenza del corso del greggio a partire dall’inizio del secondo semestre del 2008 che ha portato lo stesso FMI a rivedere in ribasso le proprie proiezioni il 2009 (da 8,6 % a 4,2 % l’anno).
Ciononostante, le previsioni delle autorità libiche nella stesura dei bilanci e dei piani di investimenti (basate sul costo del barile a 65 $) hanno comunque consentito al Paese di accumulare, perlomeno per tutto il primo semestre del 2008,
significative rendite petrolifere. Stando a quanto recentemente dichiarato dal Governatore della Banca Centrale libica, il sistema economico libico sarà in grado nel breve-medio termine di mantenere gli attuali livelli di crescita anche con le attuali quotazioni internazionali del greggio.
Nonostante un processo di lento ma costante sviluppo dei settori produttivi c.d. “non oil”, l’economia libica rimane sostanzialmente basata sulla produzione ed esportazione di petrolio e gas naturale e pertanto le fluttuazioni del corso internazionale del petrolio hanno un riflesso diretto sull’andamento delle principali variabili economiche. Consapevoli di tale vulnerabilità della propria economia le Autorità di Tripoli stanno attivamente incoraggiando lo sviluppo di un settore privato, specie nel settore “non oil” da un lato incentivando i dipendenti pubblici ad avviare proprie attività economiche, dall’altro favorendo la costituzione di Joint Ventures con società straniere. Il fattivo impegno delle Autorità libiche in questa delicata fase di transizione e di modernizzazione del contesto istituzionale ed economico è stata recentemente (febbraio 2009) oggetto di positiva valutazione da parte del Managing Director della Banca Mondiale Juan Jose Daboub il quale ha in particolare incoraggiato gli sforzi mirati alla diversificazione dell’economia ed al miglioramento dell’ambiente economico.
A fare da volano a questa dinamica sostanzialmente positiva dell’economia libica, anche nelle proiezioni di medio termine (nuovamente commendate dal FMI nelle sue più recenti analisi sulla situazione congiunturale della Libia), sono stati principalmente i settori degli idrocarburi, delle infrastrutture in senso lato, dell’edilizia dei trasporti e del turismo.
Settori trainanti, seppur non esclusivi, che hanno beneficiato da un lato delle esigenze di sviluppo economico-sociali del Paese che hanno indotto le Autorità di Tripoli ad avviare un vasto piano di sviluppo infrastrutturale (finanziato in buona parte con le rendite petrolifere accumulate negli ultimi anni) che appare ormai vitale per un Paese da poco apertosi ai mercati esteri e chiamato, gioco forza, a confrontarsi con le sfide di un’economia globalizzata e fortemente dinamica.