Nonostante l’impatto della crisi economica-finanziaria internazionale, le prospettive di crescita a breve termine del Regno del Marocco per il 2010 rimangono positive.
A parte alcuni settori tradizionalmente legati alla domanda della clientela straniera (turismo, agroalimentare e tessile) e agli IDE (-30,7%), il Paese ha dimostrato un'ottima capacita' di arginare le conseguenze piu' negative della congiuntura globale; il risultato (secondo le previsioni più attendebili) si traduce in rapporto debito pubblico/PIL al 47%, un deficit di bilancio a -2,9%, l’inflazione al 2,5%, con una crescita prevista di poco superiore al 5% nel 2009 ed un PIL sotto la soglia dei 100 miliardi di USD.
In questo senso, nel secondo semestre del 2009, va registrata l'ottima performance del settore agricolo (circa il 22,3% del PIL, con un tasso di occupazione di circa il 40% della popolazione attiva).
Anche il Fondo Monetario Internazionale valuta soddisfacente l’azione di sostegno del Governo all’attività economica generale del Paese e, con un certo ottimismo, giudica gli effetti della crisi mondiale sul Regno del Marocco “relativamente limitati”. Il FMI stima una crescita del PIL non agricolo al 2,5% del PIL, grazie alla tenuta del settore manufatturiero, del turismo e delle esportazioni, voci che nel primo semestre del 2009 avevano invece fatto registrare un marcato deterioramento (rimesse degli emigranti -13,8%, turismo -8%, IDE, come già segnalato, -30,7%). Secondo le previsioni, quindi, l’anno 2009 dovrebbe chiudersi con un leggero miglioramento: il deficit delle partite correnti della bilancia dei pagamenti si attesterà al 4,5% del PIL, il disavanzo di bilancio è atteso al 2,5% del PIL (4% è quello stimato dal progetto di legge finanziaria per il 2010), mentre la spesa pubblica proseguirà il suo trend negativo, attestandosi, a fine anno, al 46,7% del PIL.
Per il 2010, il quadro macroeconomico che il F.M.I. tratteggia, resta positivo, anche se prudente in linea con la recente manovra di bilancio 2010. Il documento ha infatti previsto una prospettiva di crescita del 3,5%, un tasso di inflazione contenuto al 2% e un tasso di disoccupazione stabile al 9,8%.
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