La Mauritania, uno dei più recenti produttori di petrolio, collega il Maghreb Arabo e l’Africa Occidentale sub-sahariana.
Questa nazione, con territorio prevalentemente desertico, presenta un contrasto culturale, con una popolazione arabo-berbera al nord e nero-africana al sud. Molti dei suoi abitanti sono nomadi.
Nel Medioevo la Mauritania è stata la culla del movimento Almoradivi, che diffuse l’Islam su tutta la regione e, per un certo periodo di tempo, ebbe sotto il suo controllo la parte islamica della Spagna.
I commercianti europei iniziarono a mostrare interesse per la Mauritania nel XV secolo.
La Francia ottenne il controllo della regione costiera nel 1817, e nel 1904 venne istituito su tutto il territorio il protettorato francese.
Il Marocco nel 1960 si oppose all’indipendenza della Mauritania e per un certo periodo cercò di assorbirla nel suo territorio. Hassan II, re del Marocco, rafforzò i legami con la Mauritania come parte del suo piano per dividere il Sahara Occidentale.
L’accordo finale raggiunto nel 1976 portò tuttavia ulteriori problemi, con la Mauritania sotto attacco da parte dei guerriglieri del Fronte Polisario, che si opponevano al controllo sul Sahara Occidentale da parte del Marocco, e la successiva caduta del leader l’indipendenza – Moktar Ould Daddah – dopo in un colpo di stato militare.
La pace venne raggiunta con Polisario nel 1979, ma questo fece peggiorare le relazioni con il Marocco, fino a una distensione nel 1985. Più di recente, i legami con il Senegal si sono deteriorati a causa dell’uso del fiume Senegal, che segna il confine tra i due paesi.
La Mauritania ha bandito ufficialmente la schiavitù nel 1981. Il governo ha negato qualsiasi accusa sul fatto che sia ancora in pratica.
La Mauritania, una delle nazioni più povere al mondo, ha puntato le sue speranze per una futura prosperità sullo sfruttamento delle sue riserve offshore di petrolio e gas naturale. Ci si aspetta che i giacimenti di Chinguetti e Tiof siano in grado di produrre milioni di barili di petrolio.
Il paese ha stretto un’alleanza diplomatica con Israele nel 1999, una delle tre nazioni arabe ad aver fatto tale passo, ma le ha sospese nel Gennaio 2009 come protesta per le operazioni militari di Israele a Gaza. Ha chiuso l’ambasciata israeliana a Marzo.
Sotto il governo del primo presidente Maaouiya Ould Sid Ahmed Taya, la Mauritania è stata un alleato degli USA. Le forze speciali americane furono inviate per addestrare le truppe mauritane.
Economia
Metà della popolazione dipende ancora dall’agricoltura e dall’allevamento come mezzi di sostentamento, anche se tuttavia molti dei nomadi e i contadini che praticavano l’agricoltura di sussistenza sono stati costretti a trasferirsi nelle città a causa delle ricorrenti siccità negli anni ’70 e ’80. La Mauritania ha grossi depositi di minerale ferroso, che costituiscono quasi il 40% del totale delle esportazioni. Le acque nazionali costiere sono tra le zone più ricche di pesca al mondo, ma lo sfruttamento eccessivo da parte degli stranieri minaccia questa fonte primaria di reddito.
Il primo porto del paese in acque profonde è stato aperto nei pressi di Nouakchott nel 1986.
Prima del 2000, la siccità e la cattiva gestione economica hanno determinato un accumulo di debito estero. Nel febbraio del 2000, la Mauritania si è qualificata per la riduzione del debito perché rientrava nell’insieme dei Paesi Poveri Fortemente Indebitati (HIPC) e la quasi totalità del suo debito estero da allora è stato condonato.
Un nuovo codice degli investimenti approvato nel dicembre 2001 ha migliorato la possibilità d’investimenti stranieri diretti. La Mauritania e l’IMF si sono accordati per un piano triennale di Poverty Reduction and Growth Facility (PRGF) nel 2006 e la Mauritania ha fatto progressi soddisfacenti, ma l’IMF e la Banca Mondiale hanno sospeso i loro interventi nel paese dopo il colpo di stato del 2008; dopo le elezioni presidenziali del luglio 2009, IMF e la Banca Mondiale si sono accordati per un incontro con il Governo per discuterne la ripresa. Le prospettive sul petrolio, inizialmente promettenti, non si sono in gran parte materializzate. Il Governo continua a enfatizzare la riduzione della povertà, il miglioramento della sanità e dell’istruzione, e la privatizzazione dell’economia.