QUADRO POLITICO
Dopo il referendum del 21 maggio 2006, il Montenegro ha ottenuto l’indipendenza dalla federazione che lo legava alla Serbia. La costituzione è stata approvata il 19 ottobre 2007. Le elezioni parlamentari tenutesi ad aprile 2009 hanno confermato l’atteggiamento pro-indipendenza e pro-UE della popolazione. Infatti, European Montenegro di Milo Djukanovic ha ottenuto 48 seggi su 81: ciò dovrebbe garantire la stabilità politica e l’impegno a portare avanti il processo di riforma al fine di diventare in breve tempo membro dell’UE.
Nel corso del 2006-07, il paese è diventato membro dell’ONU, della Banca Mondiale, del FMI e dell’OSCE. In ottobre 2007 ha firmato l’ Accordo di Stabilizzazione e Associazione con la UE, il primo passo per l’ottenimento della membership europea. Bruxelles ha chiesto al paese di riformare il sistema giudiziario e impegnarsi nella lotta alla corruzione. I rapporti con la Serbia rimangono relativamente positivi. Il Montenegro ha riconosciuto l’indipendenza del Kosovo nell’ottobre 2008.
QUADRO ECONOMICO
Secondo le previsioni di inizio anno, nel 2009 la crescita economica ha rallentato a causa della crisi che ha colpito di due settori principali dell’economia montenegrina: turismo (23,5% del PIL) e dall’esportazione di alluminio (circa il 40% dell’export totale).
Bilancio pubblico e inflazione. La politica fiscale prudente, il miglioramento del sistema di prelievo e la prima fase di privatizzazioni hanno portato il bilancio pubblico in surplus nel primo triennio. Tuttavia nel 2009 si è registrato un forte aumento della spesa portando il bilancio in deficit (-6,2% del PIL). Nel 2009 il tasso di inflazione (fine periodo) è stata contenuta (3,2%) e dovrebbe rimanere su tali livelli anche nel biennio successivo.
Bilancia dei pagamenti. Nel 2008 il deficit di parte corrente è andato oltre il 30% del PIL a causa della
crescente importazione di beni energetici, di consumo e di investimento e la stagnante performance delle esportazioni (la cui competitività è limitata dall’uso dell’euro come valuta nazionale). Nel 2009 la crisi ha portato ad un miglioramento del deficit che tuttavia rimane eccessivamente elevato (22% del PIL) e difficilmente finanziabile.
Interscambio con l’Italia. La Serbia continua ad essere il primo partner commerciale del Montenegro mentre l’Italia si trova al terzo posto dopo la Germania. Nel 2008 le esportazioni italiane in Montenegro sono aumentate del 37%, a fronte di una riduzione delle importazioni -21%, portando la bilancia commerciale tra i due paesi in avanzo per l’Italia (da 82 milioni di euro). I settori merceologici più rilevanti nel 2008, per quanto riguarda le esportazioni italiane, sono i seguenti: meccanica strumentale (12% del totale delle esportazioni), mezzi di trasporto (11%) e prodotti energetici raffinati (10%). Per quanto riguarda le importazioni dal Montenegro, esse sono dominate (circa il 89%) dal settore prodotti della metallurgia, strutture ed utensili, con 112 milioni di euro.
Secondo il rapporto congiunto ICE/MAE, gli investimenti diretti esteri nel 2006 sono stati di 505 milioni di dollari, un dato che colloca il Montenegro al terzo posto nella graduatoria degli investimenti diretti esteri pro capite tra i paesi dell'Europa in transizione, dietro la Repubblica Ceca e l’Estonia. L’attenzione degli investitori internazionali è stata principalmente attratta dal processo di privatizzazione. Rimangono limitati gli investimenti greenfield.