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Oman

OmanAmbasciata dell'Oman in Italia
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Oman

La situazione socio-politica dell’Oman appare stabile nel breve e medio periodo, grazie all’approccio graduale, da parte del Sultano Qaboos bin Said al-Said (al potere dal 1970), nell’attuazione delle riforme politiche, ciò che ha permesso di bilanciare le preoccupazioni degli ambienti conservatori e le aspettative di riforma della giovane popolazione urbana.

L’Oman, membro dell’Organizzazione Mondiale del Commercio dal 2000, e’ dotato di una moderna economia di mercato aperta agli scambi internazionali, pur adottando un sistema di piani quinquennali al fine di un’adeguata programmazione degli investimenti nei settori ritenuti prioritari.Come per gli altri Paesi del Golfo, gli idrocarburi (petrolio, gas naturale) costituiscono il più importante settore dell’economia dell’Oman: i proventi delle esportazioni di greggio e di gas naturale hanno infatti costituito nel triennio 2005-2008 circa il 50% del PIL complessivo delSultanato.

Il Governo omanita sta conducendo da diversi anni una politica di diversificazione dell’economia nazionale. Tale scelta e’ dettata non solo dalla volontà di ridurre la propria dipendenza da un’unica fonte di reddito e proteggersi dall’impatto delle ampie fluttuazioni dei prezzi, ma anche dalla consapevolezza che il Paese dispone di riserve di petrolio relativamente limitate.

Lo sviluppo economico e la ricerca si sono pertanto dirette, a partire dalla seconda metà degli anni ‘90, verso le ampie risorse di gas naturale, che rappresentano la seconda ricchezza dell’Oman, il cui contributo all’economia ha recentemente superato il 6,5% del PIL. La disponibilità di gas ha consentito al Governo di promuovere, sopratutto a partire dal 2002, la creazione di una significativa industria petrol-chimica e siderurgica (concentrata in particolare nel maxi-polo industriale di Sohar, ma anche a Sur/Qalhat e Salalah) che sfrutta il gas naturale prodotto in loco come fonte di energia. Allo stesso modo, tutte le centrali elettriche del Paese sono alimentate a gas.

Nei primi 8 mesi del 2008 la produzione di gas ha subito una leggera contrazione (-1,1%) rispetto allo stesso periodo del 2007. Prevedendo un temporaneo ‘gap’ tra la domanda di gas - cresciuta negli ultimi anni ad un tasso annuo del 7-8%- e l’offerta (cresciuta nel frattempo meno di quando ipotizzato nelle proiezioni formulate negli anni ’90) il Governo omanita ha perseguito una duplice soluzione: al fine di espandere la produzione nel medio e lungo termine, ha affidato
agli inizi del 2007 alle società britanniche BP e British Gas una concessione per l’esplorazione e lo sfruttamento dei due maxi-giacimenti di Khazzan e Makarem.

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